PH > The Fall of the House of Usher

Some Bizzarre 1991 / Fie! 1999
(attualmente fuori catalogo)

An Unenviable Role
That Must Be The House
Architecture
Sleeper
One Thing At A Time"
I Shun The Light
Leave This House
Dreaming
Chronic Catalepsy
Herbalist
Evil That Is Done
Five Years Ago
It's Over Now
Influence
No Rot
She Is Dead
Beating Of The Heart
Haunted Palace
I Dared Not Speak
She Comes Towards The Door/The Fall

Musica di Peter Hammill, testi di Chis Judge Smith basati sulla novella di Edgar Allan Poe

Peter Hammill : Roderick Usher e la Casa
Lene Lovich : Madeline Usher
Andy Bell : Montresor
Sarah Jane Morris : il coro
Herbert Grönemeyer : the Herbalist

Stuart Gordon : violino
PH : tastiere, chitarra, percussioni

Note di Peter Hammill

PH > Room Temperature (Live)

Enigma Records 1990 / Fie!
(attualmente fuori catalogo)

disco 1:
The Wave
Just Good Friends
Vision
Time To Burn
Four Pails
The Comet, The Course, The Tail
Ophelia
Happy Hour
If I Could
Something About Ysabel's Dance
Patient

disco 2:
Cat's Eye/Yellow Fever (Running)
Skin
Hemlock
Our Oyster
The Unconscious Life
After The Show
A Way Out
The Future Now
Traintime
Modern

Registrato in concerto durante il tour europeo ed americano del 1990 dal Peter Hammill Trio:

Peter Hammill : voce. chitarre, tastiere
Stuart Gordon : violino
Nic Potter : basso


i brani originali di studio sono tratti da:

Fool’s Mate : Vision
The Silent Corner and the Empty Stage : Modern
In Camera : The Comet, The Course, The Tail
The Quiet Zone / The Pleasure Dome : The Wave, Cat's Eye/Yellow Fever (Running)
The Future Now : If I Could, The Future Now
Enter K : Happy Hour, The Unconscious Life
Patience : Just Good Friends, Patient, Traintime
Sitting Targets : Ophelia
Skin : Four Pails, Skin, After The Show
In A Foreign Town : Time To Burn, Hemlock
Out Of Water : Something About Ysabel's Dance, Our Oyster, A Way Out

il disco è attualmente fuori catalogo

PH > Out Of Water

Enigma Records 1990 / Fie!
(attualmente fuori catalogo)

Evidently Goldfish
Not the Man
No Moon in the Water
Our Oyster
Something about Ysabel's Dance
Green Fingers
On the Surface
A Way Out

Tutti i brani di Peter Hammill

Prodotto da PH e David Lord
Registrato dal gennaio all’agosto 1989 al Sofa Sound e Terra Incognita da:

Peter Hammill : voce, chitarre, tastiere
Stuart Gordon : violino su (5)
Fury (John Ellis) : chitarra
Mozart (Nic Potter) : basso
David Jackson : sassofono

“Un punto di svolta (o uno dei tanti punti di svolta). Il ponte tra tutto quello che è stato fatto prima e quello che è ora; sicuramente l’inizio del Nuovo. Non che l’avessi concepito così, al tempo… è stato fondamentale in retrospettiva”. Peter Hammill

Brani inseriti nel live show: Something About Ysabel's Dance - Our Oyster - A Way Out

PH > In A Foreign Town

Enigma Records 1988 / Fie!

Hemlock
Invisible Ink
Sci-Finance (Revisited)
This Book
Time to Burn
Auto
Vote Brand X
Sun City Nightlife
The Play's the Thing
Under Cover Names

brano extra del CD:
Smile

Tutti i brani di Peter Hammill

Registrato dall’ottobre 1987 al gennaio 1988 al Sofa Sound da:

Peter Hammill – voce, chitarre, tastiere, percussioni
Stuart Gordon - violino su (1)

“C’è un consenso generale che questo sia il meno apprezzato dei miei album solisti. Devo ammettere che alcune delle scelte sonore e di registrazione sembrino oggi un po’ goffe anche a me. Tuttavia queste sono registrazioni assolutamente cruciali nella mia crescita e mi sento di affermare che se non le avessi fatte esattamente così gran parte del mio lavoro successivo non sarebbe stato lo stesso”. Peter Hammill

brani inseriti nel live show: Time To Burn - Hemlock - Sci Finance (Revisited)

(continua)

PH > And Close As This

Virgin 1986 / Charisma

Too Many Of My Yesterdays
Faith
Empire Of Delight (musica Keith Emerson, testi PH)
Silver
Beside The One You Love
Other Old Clichés
Confidence
Sleep Now

brani di Peter Hammill

registrato al Sofa Sound da 7 agosto a 15 settembre 1986, da:

Peter Hammill - tastiere
Paul Ridout - midi e Macintosh

Il disco nasce, pochi mesi dopo il precedente Skin, dalla considerazione che mentre molto spesso PH si è trovato a suonare da solo le proprie canzoni in concerto, aiutato solo da un pianoforte o da una chitarra acustica, questo lato della sua arte non era ancora mai stata testimoniata dai dischi.
Da qui la decisione di registrare otto canzoni solo con la propria nuda voce accompagnata da una tastiera, rappresentata da un pianoforte o da una tastiera MIDI. Il risultato è uno dei migliori album della sua carriera, un disco romantico e malinconico attorno al tema degli amori del passato. Tranne la canzone che chiude, una ninna nanna dedicata alla figlia, che si rivolge al suo futuro.

Alcune canzoni, le più belle, sono anche facilmente fruibili, come Too Many Of My Yesterdays:

“Tanti anni fa io pensavo che tu fossi l'unica
chi sa quando le persone cambiano, si arrendono a diventare estranee
se ne vanno alla deriva sulla loro vita, circondate dal passato
chi sa quale è l’ultimo addio
Non provare a dirmi che niente muore
non provare a dirmi che niente è cambiato
non cercare di dirmi che niente è nuovo
troppi dei miei ieri appartengono a te”

Altrettanto orecchiabile è la melodia di Faith:

“Ogni momento è prezioso
quelli che trascorro con te sono un premio
mi considero fortunato ad essere vivo
mentre tu sei nei miei occhi
non lasciarmi andare
adesso che sono completamente perso in te”

Empire Of Delight è una bellissima ballata d’amore, insolitamente scritta attorno ad un pezzo classicheggiante per piano firmato da Keith Emerson.

“La memoria estende il suo impero
conserva la cornice ma sfuma le linee
altre volte invade i sensi
un momento catturato e perso, un secondo sguardo
improvvisamente ti sento vicina
mondi lontani eppure così vicino
un bacio rubato dalle mie labbra
e il momento scivola in volo…”

Il pezzo migliore è probabilmente Other Old Cliches, sui cliches di un amore che finisce, mentre Silver, Beside The One You Love e Confidence sono più ermetiche e dure.

Sleep Now è la ninna nanna dedicata alla figlia:

“Adesso dormi
un altro giorno nella tua giovane vita è andato
vai a dormire adesso
domani nuovi mondi arriveranno con i loro guai
sei una tale meraviglia ed un tale mistero per me

Da qualche parte i tuoi futuri amici dormono come te
e i tuoi amanti
ora sono solo bambini che piangono in braccio
oh, il mondo gira sotto i nostri piedi
e le nostre vite passano mentre noi dormiamo”


brani inseriti nel live show: Silver - Too Many Of My Yesterdays

consiglio per l'acquisto: un PH intimo, con alcune delle sue cose migliori.

rating del recensore: ★★★★½

PH > Skin

Foundry 1986 / Virgin / Charisma

Skin
After the Show
Painting by Numbers
Shell
All Said and Done
A Perfect Date
Four Pails" (di Chris Judge Smith e Max Hutchinson)
Now Lover

brani di Peter Hammill

registrato al Sofa Sound e The Wood Hall da:

Peter Hammill
con
Guy Evans - batteria e percussioni
David Jackson - sassofoni
David Coulter - didjeridu
Stuart Gordon - violino
Hugh Banton - cello
David Luckhurst - alternative vox
Paul Ridout - midi

Peter Hammill non ha registrato solo dischi perfetti, e questo è in un certo modo un sollievo sulla sua umanità e la sua capacità di sperimentare e sbagliare.
La parte meno godibile di Skin non è costituita tanto dalle canzoni (in ogni caso meno ispirate del solito) ma dal suono tipicamente anni ottanta per la presenza di ritmi elettronici e di un sintetizzatore Yamaha DX7 nuovo fiammante.
Degli otto pezzi uno solo spicca, ed è un pesce fuor d’acqua nell’arrangiamento generale: After The Show, una ballata sostenuta da un organo liquido e dal sax di David Jackson, dove Hammill si interroga su cosa faccia l’attore dopo la commedia:
“Ha messo assieme qualche soldo
questo può farti piacere saperlo…
berrà qualche cosa al caffè all’angolo
dopo lo spettacolo
È stato così tante persone
le indossa come vesti avvelenate
sta ancora recitando il soliloquio di Amleto
vicino al suo petto.
Dove vanno gli attori dopo lo spettacolo?”

Che ci sia qualche cosa di autobiografico in questi versi?

Painting By Numbers è stampato anche come singolo, l’ultimo di Peter, e di poco successo al pari di quelli che lo precedettero.
All Said and Done è un brano interessante, e lo sarebbe di più in un arrangiamento più riuscito.

Four Pails è un pezzo di Chris Judge Smith (membro dei primissimo VDGG):
“Quattro secchi d’acqua e un pizzico di sale
questo è tutto ciò che siamo
tutto ciò di cui è fatto l’uomo
chimica senza spirito, anima, fantasmi.
Nessuna fede può nascondere la verità di cui abbiamo più paura”

L’album si chiude con Now Lover, un bel regalo nel posto - forse - sbagliato: un lungo ambizioso pezzo di dieci minuti in stile Van Der Graaf Generator, con tanto di sax di David Jackson, il cui ermetico fascino si manifesta dopo diversi ascolti.

In realtà c'è una ghost track, You Hit Me Where I Live, un pezzo vivace in origine il retro del 45 giri di Painting By Numbers.


brani inseriti nel live show: Four Pails - Skin - After The Show - Shell

consiglio per l'acquisto: un disco dal suono un po' datato ma con molti momenti significativi.

rating del recensore: ★★★½

PH > The Love Songs

Charisma 1984

"Just Good Friends"
"My Favourite"
"Been Alone So Long" (di Chris Judge Smith)
"Ophelia"
"Again"
"If I Could"
"Vision"
"Don't Tell Me"
"The Birds"
"This Side of the Looking Glass"

brani di pater Hammill

In tutti i dischi di Peter, che si tratti di loud o calm, di new wave o prog, è costante la presenza trasversale di liriche ballate lente, canzoni d’amore melodrammatiche che in qualche modo costituiscono il meglio della sua arte. Nel 1984 PH decise di recuperare dieci di questa canzoni, il cui tema fosse strettamente l’amore, di rivederle, rimixarle modificando il peso di quello o questo strumento, e di registrare ex novo tutta la parte cantata.
Va da sé che il risultato è quanto di più adatto ad accostarsi alla poetica e alla produzione solista di Hammill.

Delle dieci canzoni:

Just Good Friends, in origine su Patience,
“ogni volta che siamo così vicini
io do per scontato che sarà l’ultima volta
per quanto potremo ancora fingere
di essere solo buoni amici?
Ti ho dedicato la mia devozione
non ho assi nella manica
se uscissi in silenzio dalla tua vita
te ne accorgeresti?
Ho emozioni confuse
devo restare o devo andare?
Siamo talmente buoni amici?”

My Favourite è una bella ballata acustica da pH7
“In vita mia ho mentito una volta o due
sono stato un truffatore, ma credimi
quello che ti sto per dire è vero
non c’è altro modo di esprimere quello che penso:
sei la mia favorita, sei quella che amo”

Been Alone So Long è da Nadir’s Big Chance. È un gioiello, una ballata assolutamente romantica che avrebbe potuto essere cantata dal grande Roy Orbison. Non è una canzone di PH ma una perla di Chris Judge Smith, il partner di Hammill nei primissimi Van Der Graaf Generator.
“Sono stato solo così a lungo
che ho dimenticato come sia avere qualcuno al fianco
e avvertirne il respiro tranquillo
quando mi svegli odi notte.
Sono stato solo così a lungo
che ho dimenticato cosa dire
se incontro qualcuna che mi può facilmente ricordare di te
sorrido ma guardo altrove
guardo dall’altra parte…”

Ophelia è una ballata per chitarra acustica da Sitting Targets, ospite pressoché fissa dei concerti.

Again è una splendida ballata romantica in origine su In Camera, il capitolo conclusivo della trilogia progressive.
“Sento il tuo profumo
indugiare come le gocce
sulla finestra dopo la pioggia
un passato che vive nel presente
ma che è andato e non tornerà più”

If I Could un’altra ballata ospite fissa del repertorio live. In origine su The Future Now, apriva la seconda facciata del vinile originale di The Love Songs.
“Devi essere pazza a rimanere qui
e io impazzirò quando te ne andrai;
anche se sono così tante le cose da dirti
le parole escono troppo lente
e ora che sto per perderti
tutte le parole arrivano troppo tardi;
se adesso ti dicessi che ti ho amata
che effetto ti farebbe
possa io restare in silenzio
se le mie parole nascondessero bugie
lo direi se potessi…”

Vision è un altro splendido classico che risale addirittura al 1971, al primo ingenuamente dolce album solista di Hammill. Un’elegia su un tappeto di archi.
“ho una visione di te chiusa nella mia testa
si insinua nella mia mente e mi riscalda nel letto
la visione di una visione
che mi protegge dalle paure della notte
e mentre la stagione va avanti il mio amore resta forte
non so dove finisci tu e dove inizio io
devo solo aprire la mia mente ed i ricordi ci si riversano
sii mia figlia, sii la mia amante
ingoiami nel tuo bagliore
prendi la mia lingua prendi il mio tormento
prendi la mia mano e non lasciarmi andare”

Don’t Tell Me è da Enter K, il primo album registrato con il K Group. Un lento ricamato da un sax dilaniante, ed ancora una volta una dolente storia d’amore che finisce:
“Non devi dire nulla, il silenzio è dolce
siamo stati insieme oggi come non potremo mai più
la tua testa sul cuscino, la distanza nei tuoi occhi
stai già provando la parola addio
quando la sera arriverà di questo giorno perfetto
scivolerai via?
Non dirmi niente, non c’è bisogno che tu dica neppure una parola…”

The Birds è un piccolo pezzo sinfonico, una poesia tratta ancora dal lontano passato di Fool’s Mate.
“La primavera è arrivata troppo presto quest’anno:
fiori di maggio che fioriscono in febbraio.
Dovrei essere triste per il mese o felice per il cielo?
Gli uccelli non sanno più cosa cantare
e, amico io, neppure io…”

Chiude tanto album This Side Of The Looking Glass, un grande pezzo sinfonico per voce e orchestra, forse la realizzazione stessa di PH come artista.
È un melodramma cantato con tutta l'energia espressiva della voce accompagnato solo da una orchestra tempestosa. Il titolo è un richiamo al secondo libro di Alice di Lewis Carroll.
"le stelle nel cielo brillano ancora su di me
come sarebbero da amare se tu fossi con me
ma tu hai attraversato lo specchio
e mi hai lasciato solo a passare queste notti
sono perso, sono instupidito, sono cieco
sono ubriaco di tristezza, annegato dalla follia
l'onda mi travolge, lo specchio mi respinge
l'eco della tua risata attraversa lo specchio
ed io sono solo
nessuna amicizia, nessun conforto, nessun futuro, nessuna casa
il passato si ferma con me
tu sei tutto l'amore che io abbia mai conosciuto
e senza di te io non sono altro che vuoto e silenzioso
rifletto (su) quello che ho perso
ti ho lasciata scappare troppo presto
riesci a sentirmi? questa è la mia canzone
sto morendo; te ne sei andata"


"Just Good Friends" - Patience
"My Favourite" - pH7
"Been Alone So Long" (Chris Judge Smith) - Nadir’s Big Chance
"Ophelia" - Sitting Targetes
"Again" - In Camera
"If I Could" - The Future Now
"Vision" - Fool’s Mate
"Don't Tell Me" - Enter K
"The Birds" - Fool’s Mate
"This Side of the Looking Glass" - Over

consiglio per l'acquisto: uno dei punti di ingresso privilegiati all’arte di Peter Hammill.

rating del recensore: ★★★★

PH K Group > The Margin +

Foundry, febbraio 1985 / Fie!

The Margin
The Future Now (3:46)
Porton Down (5:38)
Stranger Still (6:22)
Sign (6:36)
The Jargon King (3:15)
The Second Hand (5:57)
Empress's Clothes (5:49)
The Sphinx In The Face (5:12)
Labour Of Love (5:48)
Sitting Targets (5:44)
Patient (7:28)
Flight (20:35)

+
The Second Hand (6:03)
My Experience (4:13)
Paradox Drive - (4:18)
Modern (7:42)
Film Noir (5:06)
The Great Experiment (5:47)
Happy Hour (9:46)
Central Hotel (5:01)
Again (4:22)
If I Could (5:52)

brani di Peter Hammill
The Margin registrato a The Mitchell Theatre di Glasgow il 23 ottobre 1983 e Queen's Hall di Edimburgo il giorno dopo.
+ registrato al Theater der Jugend di Monaco il 4 novembre 1982 e al Sinkkasten a Francoforte il giorno dopo.

K Group
K (Peter Hammill) - voce, chitarre, piano
Fury (John Ellis) - chitarra solista, cori
Brain (Guy Evans) - batteria e percussioni
Mozart (Nic Potter) - basso

da Patience (1983): Labour Of Love, Patient, Film Noir
da Enter K (1982): Paradox Drive, The Great Experiment, Happy Hour
da Sitting Targets (1981): Stranger Still, Empress’s Clothes, My Experience, Sign, Sitting Targets, Central Hotel
da A Black Box (1980): The Jargon King, Flight
da pH7 (1979): Porton Down
da The Future Now (1978): The Future Now, The Second Hand, If I Could
da The Quiet Zone (1977): The Sphinx In The Face
da In Camera (1974): Again
da The Silent Corner (1974): Modern

The Margin è la stupefacente testimonianza del live show di quella BEAT band che nelle intezioni di PH fu il K Group, cioè il quartetto formato da K (Peter) voce, chitarra, tastiere / Fury (John Ellis) chitarra elettrica e solista / Mozart (Nic Potter) basso / Brain (Guy Evans) batteria. Come in tutto il resto della sua carriera PH è agli antipodi
Lo show della band non è certo un lucente karaoke alla Pink Floyd o Elton John. Al contrario è un disco scarno, minimalista, spigoloso, crudo, che lascia spazio all’esibizione del melodrammatico cantato come in un concerto “solo”, ma con l’aggiunta della band che lo accompagna con l’energia tipica della new wave.
Per sovrammercato in tutto il primo CD, quello registrato nel dicembre del 1983 a Glasgow e a Londra, è cancellato ogni applauso del pubblico, come se la band suonasse in concerto esclusivamente per l’ascoltatore del disco.
La musica di Sitting Targets, Enter K e Patience, privata degli arrangiamenti anni 80 dello studio si fa più cupa, monocromatica ma anche universale e senza tempo, legandosi perfettamente ai brani della trilogia di PH7 e persino ad attualissimi scampoli del passato come Modern.
I primi ascolti, come avviene nella migliore tradizione dei dischi di PH, sono stranianti e l’ascoltatore casuale può avere la sensazione di ascoltare rumori e grida. Ma grande è il piacere di partecipare all’emozione che mano a mano emerge dai ripetuti ascolti.
Tutti i brani contribuiscono a costruire il capolavoro, ma alcuni sono più riusciti degli altri: Stranger Still, Sign, Empress’s Clothes (con la bellissima chitarra di Fury un po’ Talking Heads), The Sphinx In The Face, Labour Of Love che sembra un’altra canzone, Sitting Targets e naturalmente la grandissima Patient
Alla fine del primo CD PH non si fa problemi a proporre i 20 minuti dell'ermetica suite di Flight.
I brani del disco stampato nel 1985 erano solo 12. Nel CD ristampato da Fie! aumenteranno a 21 con l’aggiunta di un secondo CD registrato un anno prima nel corso delle date tedesche della tournée, questa volta con l’apporto degli applausi e con un’atmosfera persino più selvaggia che ne fa una sorta di testimonianza rock & roll di quello che succedeva nei piccoli club dove i quattro si trovavano ad esibirsi: come si può resistere a ballare al ritmo Paradox Drive?

Il percorso live della carriera di Hammill è più straordinario ancora dei dischi in studio (per quanto persino meno accessibile al grande pubblico), e The Margin + ne è una delle tappe più entusiasmanti. Da notare che sulla copertina del disco compare finalmente il nome del gruppo.


consiglio per l'acquisto: un capolavoro da possedere ed il disco degli anni ’80 più importante di PH. Ma non un disco facilmente accessibile o un punto di ingresso al lavoro dell’artista.

rating del recensore: ★★★★★