Peter Hammill > PNO GTR VOX Live Performances


Fie! Records, 10 ottobre 2011

disc 1 "What if I forgot my guitar?"


1. Easy to Slip Away (da Chameleon in the Shadow of the Night) 
2. Time Heals (da Over) 
3. Don t Tell Me (da Enter K) 
4. Shell (da Skin) 
5. Faculty X (da pH7) 
6. Nothing Comes (da Everyone You Hold) 
7. Gone Ahead
8. Friday Afternoon (da Singularity) 
9. Traintime (da Patience) 
10. Undone (da Thin Air) 
11. The Mercy (da Thin Air) 
12. Stranger Still (da Sitting Targets) 
13. Vision (da Fool's Mate) 


disc 2 "What if there were no piano?"


1. Comfortable (da Patience) 
2. I Will Find You (da Fireships) 
3. Driven (da Clutch) 
4. The Comet, the Course, the Tail (da In Camera) 
5. Shingle Song (da Nadir's Big Chance) 
6. Amnesiac (da X My Heart) 
7. What s it Worth? (da Chameleon...) 
8. Ship of Fools (da Vital) 
9. Slender Threads (da Chameleon…) 
10. Happy Hour (da Enter K) 
11. Stumbled (da Thin Air) 
12. Central Hotel (da Sitting Targets) 
13. Modern (da The Silent Corner and the Empty Stage) 
14. Ophelia (da Sitting Targets) 


brani di Peter Hammill
registrato nel tour del 2010 in UK e Giappone

Peter Hammill: voce, piano, chitarra

note

consigli per l'acquisto:

rating del recensore:

la band

i Van Der Graaf Generator in formazione completa in una foto del 1969 tratta da The Least We Can Do: Peter Hammill, Hugh Banton, Nic Potter, Guy Evans, David Jackson...

da sx a dx: Hugh, Guy, Peter, Nic, Jaxon...

Van Der Graaf Italian Tour 2011

Blue Bottazzi & VDGG

da sinistra a destra: Peter Hammill, Blue, Hugh Banton, Guy Evans

Sono passati. Anche questa volta. Arrivati, Roma, Milano, Vicenza, Cesena. Hanno incantato il pubblico e sono ripartiti. Vederli è stato un grande piacere ed un grande onore. A cui ho unito il privilegio di passare un po' di tempo nell'intimità della band. Non il genere di esperienza che si scordi.

Roma, Parco della Musica, 4 aprile 2011:

Interference Patterns
Mr Sands
Your Time Starts Now
All That Before
Lifetime
Bunsho
Childlike Faith in Childhood's End
All Over The Place
Over The Hill
(We Are) Not Here
Man-Erg
+
Scorched Earth

Milano, Conservatorio, 7 Aprile:

Interference Patterns
Mr Sands
Your Time Starts Now
Lemmings
Lifetime
Bunsho
Meurglys III
All Over The Place
Over The Hill
(We Are) Not Here
Childlike Faith in Childhood's End
+
Still Life

Vicenza, Teatro Comunale, 8 aprile:

Interference Patterns
Mr Sands
Your Time Starts Now
Scorched Earth
Lifetime
Bunsho
Gog
La Rossa
All Over The Place
Over The Hill
Man-Erg
+
The Sleepwalkers

Cesena, Palasport, 9 aprile 2011:

Interference Patterns
Mr Sands
Your Time Starts Now
All That Before
Lifetime
Bunsho
Meurglys III
All Over The Place
(We Are) Not Here
Over The Hill
Man-Erg
+
Scorched Earth

PS: il mio ringraziamento speciale va a Emilio Maestri e al PH & VDGG Study Group, per avermi introdotto nel sancta sanctorum della band ed oltre. Ed al trio per avermici accolto.

Trovate una recensione dello show su Blue Bottazzi BEAT.

VDGG > A Grounding In Numbers


Esoteric Recordings, marzo 2011

Your Time Starts Now
Mathematics
Highly Strung
Red Baron
Bunsho
Snake Oil
Splink
Embarassing Kid
Medusa
Mr. Sands
Smoke
5533
All Over The Place

brani di Banton, Evans, Hammill
prodotto da Peter Hammill
registrato dal 3 al 9 aprile 2010 ai Propagation House Studios nel Devon e a Terra Incognita da:

Hugh Banton: organo e basso, harpsicord, piano, glockenspiel, basso a 10 corde
Guy Evans: batteria e percussioni; chitarra su (12)
Peter Hammill: voce, piano, chitarre, basso ashbory su (7)

Uno dei dischi più pensati, arrangiati, complessi dei VDGG dai tempi di Pawn Hearts. Evidentemente la voglia di farcela senza il sassofono di David Jackson è tanta. A Grounding In Numbers dura quasi un’ora, ma è un concentrato di idee, un liofilizzato che cresce nel tempo. Un lungo fluire di musica lungo tredici episodi legati l’uno all’altro da un filo logico e coerente, quasi a creare una unica composizione. Un complicato nodo gordiano che si srotola lentamente e faticosamente ascolto dopo ascolto alle orecchie dell’ascoltatore attento e paziente (e aggiungerei anche un po’ colto). Venuta meno l’altra personalità dominante della band (quella di Jackson, appunto), resta Hammill a farla da padrone in quello che potrebbe apparire un disco solista rivestito però dei preziosi arrangiamenti che nella povertà francescana dei suoi dischi mancano (recentemente) quasi del tutto. Le idee, gli spunti, le musiche sono molti/e; quello che però manca con evidenza è il lirismo liberatorio di Jackson, il suo sax che con le sue note emozionanti riusciva a limare gli angoli spigolosi della sperimentazione della musica del generatore, l’improvvisazione e il guizzo libero degli strumenti che sul disco pare bandito. Non a caso la geometria non convenzionale della voce di Hammill e gli arrangiamenti basati largamente sulle tastiere portano talora alla mente i momenti migliori di un’altra raffinata band dell’era progressive, i Gentle Giant. Il disco inizia dalla fine, da una Your Time Starts Now che ha tutte le caratteristiche del brano lento di chiusura; e si sviluppa ora fra echi progressive (Highly Strung, Mr. Sands, Bunsho), ora ritmi funky (Smoke, 5533), ora temi sci-fi (Medusa, Splink) ed esercizi della fantasia (Mathematics), legando l’ascoltatore ad un disco comunque splendido per chi ha la voglia di ascoltarlo, un disco che ricambia lo sforzo non consumandosi neppure dopo mille ascolti. Ma forse con il rimpianto che Jaxon avrebbe saputo aggiungere più di un tocco d’anima e di umanità.

brani inseriti nel live show:

consiglio per l’acquisto: non per nuovi alla band. Un concentrato dei VDGG in formato trio.

rating del recensore: ★★★★

PH > Thin Air


Fie! giugno 2009

The Mercy
Your Face On The Street
Stumbled
Wrong Way Round
Ghost Of Planes
If We Must Part Like This
Undone
Dimished
The Top Of The World Club

tutti i brani di Peter Hammill
registrato dall’agosto 2008 al marzo 2009 a Terra Incognita, Wilts, da
Peter Hammill

Thin Air può essere considerato il terzo capitolo di una trilogia dalla sintassi sperimentale che comprende Incoherence che trattava dell'inefficacia del linguaggio e Singularity che rifletteva sulla vecchiaia e la morte. Thin Air, "aria sottile", riguarda la scomparsa, il cambiamento, la perdita: il dissolversi.
Dei tre episodi questo potrebbe essere considerato il più accessibile non tanto per una sua orecchiabilità (che non abbonda) quanto per la cura della registrazione e per l’aria patinata che gli donano strumenti che viaggiano dalle parti dell’elettronica (sintetizzatori, tastiere e filtri per le chitarre e le voci). Nella tradizione hammilliana della coerenza fra il testo e la musica, i suoni tendono ad evocare la purezza, la leggerezza e l’inconsistenza dell’aria sottile, l’aria di alta quota. Si dice che l’idea del disco sia nata in Hammill anni prima in una visita alla cima delle torri gemelle del World Trade Center (il top of the world club, suppongo), ed ovviamente successivamente evocata dalla tragedia delle stesse. Non a caso uno dei brani che sembrano richiamare l’11 settembre si intitola Ghost Of Planes. Non solo di questo si canta in Thin Air, ma anche di altre scomparse, come quella della ragazza sul chi l’ha visto dei manifesti o della bottiglia del latte di Your Face On The Street, o la fuga di If We Must Part Like This, o l’addio al mondo di The Mercy. Dal punto di vista musicale Thin Air è meno che minimalista: dei nove pezzi, giusto uno, Undone, si potrebbe definire una canzone (che infatti ha trovato il suo posto fra i brani del live show di Hammill). Per il resto si vaga fra echi, suoni, dissonanze, voci e cori filtrati ed il eco. Da questo punto di vista il brano perfetto è il conclusivo The Top Of The World Club, che nell’arco di nove minuti riesce ad evocare emozione e lirismo in un cantato che si fa corale. Anche la gelida The Mercy in apertura si può dire ben riuscita.


brani inseriti nel live show: Undone

consiglio per l’acquisto:

rating del recensore: ★★★½

VDGG > Live At The Paradiso


Voiceprint, giugno 2009 (registrato in concerto il 14 aprile 2007)

Lemmings
A Place To Survive
Lifetime
(In The) Black Room
Every Blood Emperor
All That Before
Gog

Meurglys III, The Songwriter's Guild
The Sleepwalkers
Man-Erg
Scorched Earth

registrato il 14 aprile 2007 al The Paradiso Club di Amsterdam da:

Hugh Banton: organo
Guy Evans: batteria
Peter Hammill: voce, chitarra, piano

Dopo essere rimasti orfani di David Jackson, prima ancora di chiudersi in studio a registrare come trio l'album che avrebbe preso il titolo di Trisector, i VDGG si impegnarono a scegliere materiale da riarrangiare senza sassofono, ed intrapresero un tour per testare la nuova formazione e i nuovi numeri. Il concerto di mezzo aprile ad Amsterdam al delizioso club The Paradiso era cronologicamente il decimo degli show. I tre si sentivano pronti per registrare il concerto per un film ed un relativo CD musicale, che sarebbero stati pubblicati solo un paio d'anni più tardi da Voiceprint.
Nonostante la defezione importante, la band era con tutta evidenza in piena forma e non mancava d'entusiasmo, ed il concerto fu splendido. Il suono non appare affatto monco o meno completo, e ad un ascolto non attento non ci si accorgerebbe neppure della mancanza delle parti di sax.
La scelta dei brani non è dissimile da quella dello show del 2005 registrato per Real Time. Ancora i classici lontani sono rappresentati da Lemmings (con una gran partecipazione, ovviamente, dell'organo di Banton), Man-Erg e In The Black Room, oltre all'altra canzone 'mancata' dei VDGG, Gog, pubblicata a suo tempo su In Camera di Peter Hammill.
Il periodo di mezzo è rappresentato di nuovo da The Sleepwalkers e Scorched Earth, più Meurglys III e A Place To Survive da World Record.
Fra le nuove, Every Blood Emperor viene da Present, mentre le nuove Lifetime e All That Before sarebbero state inserite in Trisector.
Un concerto perfetto.

consiglio per l’acquisto: un'altra grande testimonianza dei VDGG in concerto, questa volta nel formato a tre.

rating del recensore: ★★★★★

VDGG > Trisector


Virgin, marzo 2008

The Hurlyburly
Interference Patterns
The Final Reel
Lifetime
Drop Dead
Only In A Whisper
All That Before
Over The Hill
(We Are) Not Here

brani di Banton, Evans, Hammill
registrato dal 2 al 13 luglio 2007 al gaia Center, Delabole, Kernow da:

Hugh Banton: organo, basso
Guy Evans: batteria, percussioni
Peter Hammill: voce, chitarre, piano

Nel bel mezzo dei fasti della reunion della band, con un ottimo disco e un grande live show, cade come un fulmine a ciel sereno la notizia dell'abbandono del sassofonista David Jackson (o più probabilmente del suo licenziamento). Non c'è mai stata una comunicazione ufficiale dei motivi della separazione, ma è probabile che siano legati alla scarsa disponibilità di Jackson verso un impegno a tempo pieno con il gruppo. Per evitare che la cosa rappresentasse un pericolo per l'integrità dei VDGG "mark III", Hammill preferì lasciare Jackson del tutto fuori dal progetto. Una decisione di carattere, ma non facile, perché non solo Jaxon è un sassofonista di grande fascino, ma il suo contributo al sound della band è determinante quanto la voce di Peter, e spesso l'intervento delle note emozionanti del sassofono costituiscono un gancio per l'attenzione dello spettatore nel sound spigoloso e difficile della band.
Comunque i tre membri superstiti si impegnarono per riscrivere gli arrangiamenti dei pezzi in modo da poter fare a meno del sax, e si misero on the road per testare il nuovo sound (testimoniato dal Live at the Paradiso, registrato in aprile ma edito solo un anno dopo).
In luglio entrarono in studio con un materiale scritto per un trio, in cui la gran parte fu affidata alle tastiere, piano ed organo. Anche se i brani sono tipicamente alla Hammill, appare la firma dei tre membri, a testimoniare lo sforzo collettivo degli arrangiamenti e forse anche a ricompensare i musicisti fedeli. Il suono è ancora brillante, ma la mancanza del sax si avverte, e spesso si ha l'impressione di trovarsi di fronte ad uno dei recenti dischi solisti di Hammill più che al nuovo album dei Van Der Graaf Generator. Bello lo strumentale che introduce il disco, The Hurlyburly, e belli spunti sparsi ovunque fra le canzoni. Un disco elegante. Abbastanza per soddisfare la sete di musica della grande band inglese. Non abbastanza per gli appetiti della Virgin Records che, dopo aver riesumato l'etichetta Charisma per ristampare il catalogo di VDGG e PH, scioglierà il contratto al gruppo.

brani inseriti nel live show: All That Before

consiglio per l’acquisto: un buon album per completare la collezione dei VDGG

rating del recensore: ★★★½

VDGG > Real Time


Fie!, marzo 2007 (registrato in concerto il 6 maggio 2005)

The Undercover Man
Scorched Earth
Refugees
Every Blood Emperor
Lemmings
(In The) Black Room
Nutter Alert
Darkness

Masks
Childlike Faith In Childhood's End
The Sleepwalkers
Man-erg
Killer
Wondering

registrato il 6 maggio 2005 alla Royal Festival Hall di Londra da:

Hugh Banton: organo
Guy Evans: batteria
Peter Hammill: voce, chitarra, piano
David Jackson: sassofoni, flauto

Registrato il disco della reunion (Present) in una settimana di febbraio, stampato il disco ad aprile, il 6 maggio la band torna in concerto per il primo show completo da decenni, con un repertorio classico ed alcuni brani nuovi. Molto coraggiosamente questo "primo concerto" viene registrato e dato alle stampe (sia pure con due anni di ritardo).
Anche se esistono testimonianze discografiche precedenti dei concerto dei VDGG, nessuna ha neppure lontanamente la qualità tecnica di questo Real Time, che rappresenta perciò a buon titolo il disco ufficiale della band dal vivo. Registrato splendidamente e con piena energia, racconta bene del fascino del quartetto. Dalla seconda fase della band arrivano quasi tutto Godbluff oltre a Childlike da Still Life e a Masks e Wondering da World Record. Dagli anni ruggenti all'alba dei settanta giungono Refugees e Darkness, Killer, Lemmings e Man-Erg (i brani più amati dai fan). Viene ufficializzato come brani dei VDGG In The Black Room, pubblicato a suo tempo su Chameleon in the Shadow of the Night.
I due brani nuovo sono il bello Every Blood Emperor e l'energico Nutter Alert.
La registrazione è perfetta, la band piena di energia e di voglia di suonare, PH felice, David Jackson scatenato. Non si può chiedere di più.

consiglio per l’acquisto: la testimonianza ufficiale dei VDGG in concerto

rating del recensore: ★★★★★